Il Progetto

Il Progetto mira a valorizzare, a livello regionale e nazionale, la ricorrenza del centenario della nascita di Padre David Maria Turoldo promuovendo la sua figura di religioso e di intellettuale che dal Friuli contadino ha saputo aprirsi al mondo ed essere apprezzato a livello mondiale. Il progetto prevede un’interazione organica tra diverse arti espressive e studi umanistici per rendere attuale la figura di Padre David. La friulanità è sicuramente un tema riconoscibile nelle opere di Padre David, tuttavia essa non è involta su se stessa ma rappresenta il viatico per  leggere e interpretare la realtà che lo circonda.

Il personaggio noto attraverso i mass media per le sue battaglie in favore dell’uomo, profetico nel denunciare il presente, risulta di estrema attualità ai giorni nostri per i valori che sostiene nei suoi scritti e con il suo impegno, rivolgendosi attraverso la poesia, il teatro, la prosa, le prediche, le interviste televisive e giornalistiche ai grandi temi, dialogando con capi di stato e di Governo, con i protagonisti della storia recente. Passa dalla malattia ai migranti, dalla sofferenza alla pace, dalla povertà alla ricchezza, dalla critica alla Chiesa alla più forte fedeltà, così come vuole evidenziare il progetto di ricerca.

I giovani sono per questo i principali soggetti a cui indirizzare il progetto, per lanciare uno stile di vita, per alimentare la memoria di un grande e complesso personaggio che dalla nostra terra è partito, distinguendosi, raggiungendo il successo e la fama, nel bene e nel male, ma scuotendo le persone, il pensiero.

L’anniversario quindi non è fine a se stesso, ma occasione per avviare approfondimenti da riproporre, per la loro produttività di pensiero, nel tempo.

Ha senso, oggi, interpellare una figura emblematica come padre David Maria Turoldo? Ha senso più che mai, al di là di doverosi passaggi celebrativi (il ventennale della morte e il centesimo della nascita nel 2016), in questo nostro mondo così distratto e indolente di fronte alle gravi ingiustizie che lo attraversano.

Di Turoldo rimane alta e vibrante la voce, a partire dalla sua tensione testimoniale verso la realizzazione di una piena umanità. Essa scaturisce senza alcun mimetismo dall’autentica adesione al Vangelo; dall’“impastarsi” di storia; dall’essere vivo, libero, profetico; dall’appassionato impegno speso in difesa dei più deboli e di una povertà rivendicata come valore. Nei drammi attuali ravvisiamo la perdita di un orizzonte umano, spinti sull’orlo di un vuoto abissale di valori: l’uomo Turoldo ci aiuta a gettare via ogni “vuoto” e a respirare confini più ampi, dove la libertà serva la giustizia. Il poeta Turoldo ci insegna a pregare al modo dei salmisti antichi: la poesia intesa non quale esercizio privilegiato e canto solitario, bensì, imprimendovi forza d’urto, come messaggio di speranza. Il frate Turoldo, dentro la Chiesa, ci esorta a percorrere le insidie della frontiera con coraggio e sincerità, avulsi da cascami culturali e limiti temporali. Con padre David, dunque, possiamo reperire quel senso di verità nel folto di una foresta divenuta anomica in cui oggi sopravviviamo da sembianti. C’è una lotta nuova da ingaggiare, una resistenza in nome di un canto alto che squarci l’opacità del silenzio.

Il progetto verrà sviluppato temporalmente attraverso l’approfondimento delle tematiche principali del pensiero turoldiano. Questo approccio permetterà di dare avvio alle diverse attività in momenti diversi a seconda della tematica principale che viene sviluppata. Per quanto riguarda le attività che coinvolgono trasversalmente tutte le tematiche turoldiane (ad esempio la ricerca), i momenti di approfondimento verranno svolti nel corso di tutto l’anno in maniera organica ed organizzata.

Le tematiche principali sviluppate

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POVERTA'

La povertà viene considerata da Turoldo come salvezza (non ci salveremo se non da poveri). Egli la impara nella sua terra natale, il Friuli, la conosce e ne fa esperienza in diversi modi in ogni luogo in cui si reca (a Milano, negli “anni della valigia”, nelle testimonianze di chi vive con i poveri in America Latina (Rigoberta Menchù), nell’aiuto concreto ai tanti che incontra a partire da Nomadelfia.)

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IL DRAGO E LA SPERANZA

L’ultima tappa è anche la rilettura del tema fondante, e Turoldo si rende conto che l’uomo è intrinsecamente connesso alla fisicità e che Dio non si lascia conoscere se non attraverso il limite. La scelta di padre David è di non accogliere la morte come un congedo, ma di rilanciare con questa una riscoperta/rilettura del valore e della dignità di ogni persona.

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TERREMOTI

Sconvolgimenti fisici e sociali. La Resistenza, la posizione di Turoldo sui referendum sul divorzio,  terremoto spartiacque tra un mondo di valori e di ricchezza senza precedenti che sconvolge e rende irriconoscibile ai suoi occhi la terra dell’origine, privata della verità profonda di un popolo millenario. La casa di Coderno resta a memoria di un passato che lo ha forgiato e gli ha dato la forza di agire nella vita.

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PAL MONT

La friulanità conduce Turoldo “Pal mont”, a scegliere di comunicare e lottare con gli uomini per mettere in pratica il Vangelo, ma gli si ritorce contro nell’esilio della chiesa, poi finalmente nelle scuse e oggi nella constatazione della sua “profezia” come denuncia del suo tempo. Il sacco o la valigia di cartone trasmettono l’immagine della necessità materiale che costringe a partire, come pure il biglietto della speranza e della volontà di rinascere: se la storia dell’uomo è illuminata dall’esperienza del cammino, padre David ha offerto una chiave di lettura che va ben oltre la rassegnazione o la sterile volontà di riscatto.

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FEDE E LITURGIA

Padre David è un sacerdote, intimamente legato alla sua Congregazione religiosa, consapevole di vivere all’interno di una Chiesa e in costante confronto con la gerarchia ecclesiastica. Egli è cosciente che esse non sono in realtà chiuse e soprattutto che non devono rimanere chiuse, per questo il suo agire è sempre sostenuto dalla volontà di contribuire a tracciare un volto nuovo dell’uomo che crede: Nomadelfia, Esperienza fiorentina e Comunità ecumenica di S. Egidio in Fontanella di Sotto il Monte, sono dimensioni di necessità per la sua poesia e la sua testimonianza.

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L'UOMO

L’Uomo è centrale nel pensiero di Turoldo, tanto più se piccolo ed emarginato. Questo il punto di partenza e di arrivo del suo pensiero, dei suoi scritti e della sua opera. Questo diventa un tema cardine, oggi, in relazione a quello dei migranti del mondo. Se i totalitarismi e la Seconda Guerra mondiale possono essere considerati l’apice del tentativo di annullare la dignità dell’uomo, bisogna ricordare che è in questo contesto che si forma la coscienza del giovane friulano padre David Maria Turoldo. Da esperienze traumatiche trae la convinzione di spendere la vita perché i più deboli possano non solo avere una voce, ma impastare il pane della libertà.